CITAZIONE (Kissene @ 9/9/2008, 18:52)
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DIARIO PRIVATO di KisseneL'opera
visibile della Kissene è sotto gli occhi di tutti: un punto.
Già se ne potrebbe elogiare la sintetica stringatezza e lo stile impeccabilmente austero, ma ciò che potrebbe sfuggire - all'occhio non ben allenato all'esegesi critica - è l'opera
invisibile che si cela dietro all'apparente ermetismo del punto.
Vediamo ora l'altra, l'invisibile: la sotterranea, l'infinitamente eroica, l'impareggiabile. Che è anche - ahi, limiti dell'uomo! - l'incompiuta.
So che una tale affermazione ha tutta l'aria di un'assurdità; giustificare questa «assurdità» è lo scopo principale di questa nota.
Kissene, in quest'opera, risolse di precorrere la vanità che attende tutte le fatiche dell'uomo; s'accinse a un'impresa complessissima e futile in partenza. Il metodo che Kissene immaginò da principio, era relativamente semplice: ripulire il proprio discorso da qualsivoglia inutile orpello o circonvoluzione sintattica che ne sminuisse la pregnanza.
Dedicò i suoi scrupoli e le sue veglie a eliminare gli inutili avverbi e i pleonastici aggettivi; ciò rese più facile l'abolizione degli articoli, delle preposizioni, delle interiezioni. Con impeto divorzista, abolì tutte le congiunzioni.
Moltiplicò i rifacimenti, corresse e lacerò migliaia di pagine riducendo infine il DIARIO PRIVATO a soli verbi e sostantivi.
Infine, in ossequio all'incipit del Vangelo di Giovanni, lasciò, in principio, solo il verbo. Prima di postare, con atto atroce e geniale, soppresse anche quello.
Rimase solo - oh! quanto deve aver desiderato sopprimere anch'esso - un miserabile, piccolo e nero punto che un software arido e preciso la costrinse ad inserire; ciò lascia incompiuta la titanica opera intrapresa dalla Kissene ma ce la rende più umana e vicina a noi, novello Prometeo incatenato ad una interpunzione.
Ciò non toglie che Kissene (forse senza volerlo) ha arricchito mediante una tecnica nuova l'arte incerta e rudimentale della scrittura dei post, superando forse anche le vette raggiunte in letteratura da Pierre Ménard e Miguel de Cervantes.